JOAN AS POLICEWOMAN

JOAN AS POLICEWOMAN
26/11/2008 21:30
Ingresso: 
posto unico euro 18 + d.p

Il suo nome è un po’ strano, soprattutto considerando la sua musica sensuale: Joan Wasser, in arte Joan As Policewoman, la poliziotta. Dicono le cronache che il soprannome deriva dalla somiglianza, notata da un amico con Angie Dickinson, star del poliziesco TV americano degli anni ’70.
Dopo una lunga carriera come musicista di studio e sul palco con altri artisti, ha debuttato come solista nel 2006 con “Real life”, da molti considerato uno dei dischi di debutto dell’anno. Ora sta per tornare con “To survive”, in uscita venerdì 13 giugno: “No, non mi aspettavo tutte queste lodi al mio primo disco”, racconta a Rockol che l’ha raggiunta al telefono in America, dove si sta preparando ad un tour che la porterà in Italia tra fine giugno e primi di luglio. “In realtà non mi aspettavo neanche che qualcuno ascoltasse la mia voce. Ho suonato per molti anni il violino, prima di iniziare a cantare per altri musicisti. Sentire la mia voce mi terrorizzava, e di solito quando qualcosa mi fa paura, mi ci butto a capofitto”. Dopo una lunga gavetta con Rufus Wainwright (che appare in “To survive”) e altri musicisti della scena newyorchese, il debutto: sulla copertina di “Real life” mostrava uno sguardo fiero e di sfida. E ora il ritorno, con una copertina con il suo viso di tre quarti, meno aggressiva. “E’ nata per caso. Dovevo fare delle foto vestita da Atena, la dea greca. Ma sono venute male, così abbiamo ripiegato su queste”, racconta. La copertina rappresenta bene il disco, ancora più notturno del precedente, forse perché nato in un periodo difficile, in cui Joan ha perso la madre per un tumore: “Il periodo è stato difficile, ma fare il disco no: per me la musica è una sorta di catarsi. Ho imparato a lasciarmi andare, anche musicalmente: scrivo canzoni al piano senza poi cercare di riscriverle o editarle più di tanto, come un flusso di coscienza”, spiega.
E questo, a sua volta giustifica la progressiva scomparsa delle chitarre elettriche, presenti nei primi EP e reminescenti delle sue origini indie-rock? “Non è stato voluto, semplicemente è successo: le chitarre ci sono ancora, forse meno forti. In realtà, a parte il violino che ho studiato, il piano è lo strumento su cui mi trovo più a mio agio”, spiega.
Chitarre o no, “To survive” si appresta a diventare uno dei migliori dischi di questa prima metà del 2008, confermando l’exploit di “Real life”.

2008 - 2013 © Copyright Le Nozze di Figaro | Musica Spettacoli Eventi  - All Rights Reserved.
Sede legale: LE NOZZE DI FIGARO S.r.l. | Via Del Ponte di Mezzo, 30 | 50127 Firenze | P.IVA 04220150488

 

Assomusica Mail TicketAeroporto di FirenzePubliacqua