MOTORHEAD

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16/07/2009 21:00
Ingresso: 
Ingresso euro 30 + dp

I Motorhead di Ian Kilmister alias "Lemmy" hanno compiuto in ambito metal una rivoluzione "culturale" pari a quella dei Sex Pistols nel punk. Per almeno sei anni (1977-1983) capeggiarono un movimento tra i più selvaggi della musica rock

I Motorhead che nascono nel 1975, a Londra, quando, l'oramai Lemmy, lascia (causa problemi personali legati alla droga e, più che divergenze artistiche, fine di ogni punto di contatto tra un vecchio mondo e uno nuovo in nuce) gli Hawkwind, dopo aver firmato per loro il singolo, guarda caso, "Motorhead". E nascono i Motorhead con una superba formazione (tra le più grandi, se non nella tecnica almeno nell'effetto, e influenti, compositivamente, di tutti i tempi): Lemmy suona il basso come una chitarra ritmica a sua volta suonata come una mitraglia ma potente come un cannone, urla bestemmie sgolatamente (voce raschiata da milioni di sigarette) come nessun altro, con una forza, e un impeto selvaggio mai visti prima (o forse solo in Iggy Stooge, a cui però mancava una potenza tale); Eddie Clark (attraverso psichedelia, rhythm n' blues e rock n' roll) è il padre dei chitarristi trash-metal, con le sue sferzate taglienti e roboanti come fondessero a milioni di watt gli accordi di Chuck Berry; Phil Taylor è un batterista galattico, il più potente per quei tempi (che contribuì in modo determinante a far trapassare in quelli del metallo moderno), e il fatto che abbia "retto" una sezione ritmica con al basso-omicida Lemmy, non può che assicurarne la grandezza (Phil Taylor istituzionalizzò la batteria a doppia cassa, dopo che l'avevano introdotta i Judas Priest).

Lo scopo dichiarato del gruppo quando si formò fu di essere la "peggiore e più rumorosa band del mondo". Vi riuscì, per questo risulta tra le "migliori". Il Vecchio Rocker, la pellaccia tra tutte le pellacce, che ha attraversato come un tank impazzito tutta la storia del rock dai 60 a oggi, alcolista (il fegato che ancora gli consente di "vivere" meriterebbe uno studio diagnostico), misantropo, erotomane, hell's angel, "nato per perdere e vissuto per vincere", Lemmy, ne fu l'emblema. Sposò, con una notevole dose di brutalità primitiva e autoironia, tutti gli eccessi autodistruttivi del suo angelo custode Jimi Hendrix (dal sesso in là), sputando su tutto e tutti (questi eccessi e modelli per primi), come Sid Vicious. È questa bestialità/disumanità che lo ha fatto sopravvivere in un nichilismo così radicato da ripudiare parodiandolo anche il suicidio (sempre a portata di mano, la morte, che sembra però non farcela, con elementi come Lemmy che pure fanno e reiteratamente di tutto per stuzzicarla). Più punk (balordo inguaribile) non si può; Lemmy è la natura punk per eccellenza, anche se più "heavy" ed estrema (come dimostra la sua musica) pure di questa. Punk prima del punk e punk dopo il punk. Il suo genio è l'essere stupido; imbambolato in una coazione a ripetere "No" a tutto ciò che gli si pari davanti; a se stesso, se davanti a uno specchio. Punk perché non farà parte nemmeno del movimento punk; un "ingestibile" violento, rissoso, misantropo anticonformista ignaro della parola "compromesso" e a nulla riducibile.

Il suono dei Motorhead - la band meno "poseur" e più volgare e politicamente scorretta se non nulla della storia - parte da quello degli Hawkwind, pur semplificato e potenziato in un concentrato primario di rock n' roll e metallo (i Motorhead fanno dell'oltranzismo sonoro la propria incondizionata fede: per questo sono i padri del metal in quanto heavy): monolitico e inarrestabile, di semplicità schiacciante (il marchio Motorhead è riconoscibile dopo tre note) ed efficacia inarrivabile. Per l'effetto shaker-up dei loro brani più di maniera e consumo, i Motorhead si avvicinano al biascicare su se stesso dei Ramones (padri e, come al solito, altro da esso, dell'hardcore) piuttosto che alla varietà Sex Pistols (padri praticanti del punk che, potremmo dire, in quanto puro, nasce e muore con loro). In seguito, quando i Metallica (che hanno contribuito come figliol prodighi alla fama "postuma" dei Motorhead) renderanno conscio "Lemmy" di ciò che ha portato a maturazione, questi abbraccerà pienamente il trash e lo speed; ma senza mai perdere quel suo caratteristico (forse è così che sfigurava, a forza di acidi ed alcol, i sobborghi londinesi) afflato sudista da western on the road.

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